Lo psicologo, cui compete raccogliere i dati, interpretare i segnali ed enucleare i bisogni sottesi, di fronte alla multiforme e rinnovata “domanda di religione” dell’uomo contemporaneo si interroga su motivazioni, dinamiche e processi psichici che sottostanno a questa richiesta, sulle valenze e significati psicologici delle risposte e sulla loro efficacia ai fini della strutturazione e/o ristrutturazione della personalità.
Sia la metafora religiosa che il simbolismo psichico alludono e rinviano ad una realtà che é sempre “altra” rispetto ai segni linguistici: In un confronto costante con i dati emergenti dalla pratica clinica, il convegno si propone di esplorare la plurivocità e l’ambivalenza del linguaggio religioso, sia individuando la funzione psichica della rappresentazione di Dio nella strutturazione e ristrutturazione della personalità, sia confrontandosi con alcuni modelli metapsicologici sottesi al tentativo di una lettura “psicologica” dell’esperienza religiosa.
Il sincretismo psico-religioso appare denominatore comune di molti dei “nuovi movimenti religiosi”. Le loro proposte spesso rispondono a esperienze di disagio e di malessere della persona e promettono, globalmente, il benessere del corpo, della mente e dello spirito, in un embricarsi di “salvezza” e di “salute” che si pone oggi come tema di estremo interesse per l’indagine psicologica: riproposizione nuove della classica questione dei rapporti tra religione e psicoterapia. Il convegno si propone come un laboratorio di lettura psicologica della nuova “domanda religiosa”, delle sue motivazioni, dei suoi dinamismi, dei suoi percorsi.
La discussione del Convegno si articolerà intorno al trinomio psicoterapeuta-religione-paziente. Metterà a tema l’interagire dei vissuti verso la religione – non solo del paziente, ma anche del terapeuta – con lo svolgersi della terapia. Sono previste due relazioni di base, sulle quali si articolerà il dibattito in riunione plenaria e quattro sessioni di lavori seminariali.
