
Il giardiniere invisibile
Antony Flew, Il giardiniere invisibile.
Due esploratori giungono in una radura nella giungla. Notano che vi sono molti fiori ben coltivati e separati dalle piante infestanti.
Il primo dice: “Ci deve essere un giardiniere che cura questo terreno”. L’altro non è d’accordo: “Non c’è nessun giardiniere”. Allora montano le tende e si mettono di guardia: non viene nessun giardiniere. “Forse è un giardiniere invisibile”. Sistemano una fitta rete di filo elettrico e rinforzano la guardia con dei segugi, abili nel fiutare la presenza di uno sconosciuto. Ma nella notte nessun allarme suona, nessun cane sente una presenza estranea. “Ma un giardiniere c’è, invisibile, intangibile, insensibile all’elettricità, un giardiniere senza odore e che non fa rumore, un giardiniere che viene segretamente a curare questo suo bel giardino”.
Alla fine l’altro rinuncia: “Ma cosa resta della tua tesi? In che cosa un giardiniere che è invisibile, intangibile, insensibile e in nessun modo verificabile è diverso da un giardiniere immaginario o da nessun giardiniere?”.
Flew, A. (1966). Theology and Falsification. In God and Philosophy. London: Hutchinson University Library.
Per approfondire: leggi l’articolo “La nostra scelta epistemologica”
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